"Libri per il pane" - recensioni

Lo strano titolo di questa sezione dedicata alle recensioni e alle osservazioni su libri e autori - "Libri per il pane" - deriva da un'esperienza viva: per sostenere le spese dell' Emporio della Solidarietà Caritas ci siamo inventati un mercatino di libri usati, che allestiamo due volte all'anno, in centro a Vimercate.  E' diventato una cosa grossa, ogni edizione esponiamo tra i 12 e i 15 mila volumi, che la gente ci dona per questa iniziativa. Molti bibliofili, amanti della lettura o semplici curiosi vengono a trovarci e acquistano i libri. E i libri diventano pane, in senso letterale.

Proprio qui mi sono capitate tra le mani alcune tra le più sorprendenti scoperte nel mare magnum della letteratura! Sono quei libri che ti restano attaccati alle dita, vogliono venire a casa con te...

Qui troverai alcune (brevi) recensioni dedicate a libri poco noti o già fin troppo noti, a opere di scrittori famosi e meno conosciuti, a classici, opere vecchie e opere nuove... tutto ciò che può cadere tra le mani di un lettore irregolare e poco sistematico, che pesca nelle librerie come nei mercatini.

Se vuoi collaborare, sono ben accette le tue osservazioni e recensioni: ti chiedo solo di inviarmele via mail (vd "Contatti"). Inserirò nel blog le più interessanti.

 

HERMANN HESSE, Il bicchiere scrivente, Marcos Y Marcos, 1991

Il libro che non ti aspetti. Capitatomi nelle mani proprio durante un momento morto del mercatino, ho iniziato a leggere le prime pagine di questo vecchio volumetto (prezzo ancora in lire!) e sono rimasto incantato. Intendiamoci: l'incanto non è ciò che cerco di solito nei libri - e forse per questo Hesse non è tra i miei preferiti -  ma queste brevi prose, prevalentemente descrittive, che raccontano le stagioni di un Hesse oramai anziano nel suo buen retiro sui monti ticinesi, sono degli acquarelli. Rilassano, accarezzano l'anima e distendono il respiro. Nelle pagine migliori tocca corde simili alla cetra del Virgilio bucolico. Domina la natura con i suoi colori, proprio come gli acquarelli che l'anziano scrittore dipinge tra boschi e prati alpini, contemplando la vita ancora semplice dei valligiani. Un bicchiere d'acqua fresca, pagine che sono eredi dell'antica elegia.

SELMA LAGERLÖF, L'imperatore di Portugallia, Iperborea, 2009

Questo è un libro sull'amore assoluto. E l'amore assoluto è quello che prova un padre nel primo momento in cui gli mettono tra le braccia sua figlia, né attesa né voluta; eppure, da quell'istante, accade in lui qualcosa: il cuore incomincia a pulsare e lui, che si lasciava vivere, diventa finalmente vivo. Un legame totale, dentro la realtà povera e dignitosa di un bracciante che abita e lavora l'impervia campagna svedese; ma anche un amore che passa attraverso ogni cosa, ogni esperienza e ogni incontro, buono o malevolo che sia, e ogni cosa trasfigura, svelandone la vera essenza, quella che noi comuni mortali, annoiati dagli occhiali della banalità, non riusciamo a comprendere. Il padre vede al di là della superficie e questo gli dona un rapporto con la vita che spiazza gli altri. Quando poi la figlia, cresciuta, se ne andrà - e affronterà un destino poco onorevole nella grande città - egli impazzirà per la lontananza e l'attesa: impazzirà agli occhi degli altri, in realtà diventerà lo splendido, nobile, generoso imperatore del meraviglioso regno di Portugallia, dove la figlia è sicuramente diventata imperatrice. La ragazza tornerà ben quindici anni dopo, segnata dalla vita, e assisterà alla scomparsa degli anziani genitori: il padre però morirà per salvarla e alla fine lei lo capirà. E tornerà ad essere bella: Klara Fina Gulla, battezzata dal sole.

Sono frasi brevi, dentro capitoli brevi, con uno stile limpido, che dice con parole semplici i concetti più complessi e profondi come i più banali.

Ho due figlie: ho amato questo libro, perché so cosa vuol dire.